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venerdì 29 agosto 2014

Gli inneschi del bassfishing

Jonathan Ciregia
Il bass fishing e' una tecnica divertente ed affascinante con molti consensi da parte di pescatori amanti dello spinning.. gli appassionati si sono organizzati ed hanno inventato vari modi per arrivare al pesce e anche vari approcci ed inneschi per le svariate condizioni di pesca e le migliaia di varietà di esche che ci offre oggi il mercato. Vediamo insieme gli inneschi basilari  per iniziare a pescare con questa tecnica estremamente divertente.. senz'ombra di dubbio l' innesco basilare per eccellenza è:



FINESSE RIG: per il quale si necessita di un amo offset o wide gap a seconda dell' esca in silicone che andremo ad usare..l' amo wide gap con la curvatura ampia servirà per innescare esche voluminose mentre l'off-set (che mostrerò in foto) basterà un esca di tipo worm o dal corpo fine... per innescarlo dobbiamo inserire la punta dell' amo nell' apicale dell'esca per poi uscire immediatamente da sotto la testa girando la punta (foto 1 e 2) dell' amo verso il corpo spingiamo l' esca fino al gradino dell' amo accanto all' occhiello (foto 3 e 4) fatto cio' inseriamo la punta dell' amo all' interno della gomma alla lunghezza massima del nostro amo (foto5)  facciamo uscire la punta dell amo di nuovo (foto 6) pizzicando la gomma andiamo a nascondere la punta del amo sotto la pelle rendendo la nostra esca anti incaglio, quest ultimo dettaglio si chiama ''skin on side'' (foto 7). a questo punto la nostra gomma e' innescata perfettamente pronta per essere messa in pesca. apportando delle modifiche otterremo altri inneschi come ad esempio il..

Clicca per ingrandire

TEXAS RIG: e' il solito innesco del precedente ma con l' aggiunta di un ''bullet'' piombo o tungsteno scorrevole a forma di proiettile che ci permette di avere un affondamento maggiore dell' esca, a seconda della forza del vento o degli ostacoli che dobbiamo penetrare possiamo aumentare o diminuire il peso del nostro innesco sostituendo il piombo..in molti anche io personalmente davanti al bullet metto uno stopper di gomma per impedire al piombo di scorrere troppo e riuscire a dargli un assetto personalizzato 
Texas Rig
CAROLINA RIG: e' un po' il cugino degli inneschi precedenti.. per farlo abbiamo bisogno sempre del nostro amo off set con su innescata la gomma siliconica all'occhiello dell' amo leghiamo uno spezzone di filo che varia dai 50 cm al metro di lunghezza legato ad una girella e dall'altra parte troveremo un gommino salva nodo ed un piombo a forma do oliva scorrevole sulla lenza madre. 

Carolina Rig
WACKY RIG: e' un innesco semplicissimo efficace ma spesso sottovalutato. abbiamo bisogno di un amo tondo a gambo corto e un esca di tipo worm la quale la innescheremo per la meta' della sua lunghezza. il recupero dovrà essere eseguito da colpi di cimino al lasciarlo affondare lentamente, cosi andra' ad imitare un verme in agonia in fin di vita, preda molto facile per il black bass. 

Waky Rig
NEKO RIG: non e' altro che il fratello gemello del wacky rig. solito amo solito tipo di esche e solito modo di innesco della gomma ma con la differenza di un insert di piombo o tungsteno inserito all'apice della nostra esca con un maggior affondamento in la posizione in verticale a differenza del wacky che tende ad affondare lentamente in posizione orizzontale. 

Neko Rig
DROP SHOT: e' l innesco più complicato da utilizzare perchè facile si attorcigli la lenza. si usa un amo off-set o da wacky (a seconda tal tipo di esche che vogliamo utilizzare) con un nodo palomar sulla lenza madre ottenendo un braccio di filo avanzato dal nodo. su di esso andremo a legare il piombo apposito per questo innesco che presenta un loop in testa. la cosa piu' importante e' l' amo che dovra' rimanere con la punta verso l'alto. se una volta stretto il nodo l' amo si dovesse presentare con la punta rivolta verso il basso basterà passare nuovamente il filo avanzato dal nodo dentro all' occhiello dell' amo e stringere. l' amo si girerà nella posizione corretta. 

Drop Shot
A cura di

domenica 10 agosto 2014

Report: Trote a spinning in diga

Luca e la Prima Trota
Il primo amore non si scorda mai, avevo lasciato questo messaggio su facebook qualche ora prima di partire per una nuova grande avventura di pesca in compagnia di due buoni amici, molti chissà che avevano pensato riguardo a quel messaggio invece era rivolto a un ritorno, dopo che mancavo ormai dall'apertura, alla pesca a spinning alla trota questa volta non in un lago a pagamento anche se poi per pescare in quella diga c'è bisogno di un tesserino giornaliero però ovviamente le dinamiche non sono quelle del classico laghetto a pagamento, cambiano molti aspetti in primis sicuramente il fatto che siamo di fronte ad una diga, le dimensioni e profondità del lago, ostacoli sommersi, la quiete e la pace del posto, poi a tale ora in questo lago non vengono immesse le trote come succede nei laghetti, qui puoi fare tranquillamente cappotto.

La mia prima trota
Fatta questa premessa inizio con il raccontarvi di questa bellissima giornata come già detto passata in compagnia di due buoni amici Alessandro e Luca, la sveglia suona molto presto e le ore di sonno erano poche ma la passione e la voglia di passare del tempo in mezzo alle montagne che amo tanto e nelle quali ho dei ricordi di famiglia meravigliosi fanno passare tutto. Preparo l'attrezzatura prima dell'arrivo di Alessandro, decido di portare due canne una per minnow e rotanti, e l'altra una canna ultra light da usare con piccole jig head e gommine. Verso le cinque di mattina dopo aver fatto una buona colazione e aver preso anche Luca arriviamo a Isola Santa le prime sensazioni sono quelle di pace e benessere finalmente stacchi la spina e ti ritrovi dal cemento e l'asfalto urbano in un posto che ti fa rivivere fasti di un tempo dove per vivere non c'era bisogno di tutta la superficialità che abbiamo oggi, le persone che amano la pesca nei torrenti ma anche chi ama tanto la montagna sa di cosa sto parlando.

La prima di Alessandro
Scandiamo nel lago e già alle prime luci dell'alba Luca racconta di essere alle prese con una trota la quale si diverte a stuzzicare il Jubarino ma che al terzo tentativo rimane fregata.
Rimaniamo in zona per un oretta circa convinti che il posto poteva essere buono però oltre a tanti vaironi non si vede nulla così decidiamo di spostarci immediatamente più a monte della diga, una scelta che poi risulterà essere azzeccata.

Proviamo i primi lanci vicino a delle strutture sommerse, in passato erano dei fienili e parti di muri di stalle per il bestiame poi sommersi dall'invaso creato dall'Enel, di solito in questo punto della diga riuscivamo anni addietro a fare qualche bel pesce però questa mattina sembra che non vogliano farsi prendere e nasce sempre di più l'idea di andare a fare un giretto ai funghi.

seconda trota Massimo con Aji Must
Tutto cambia quando riesco con un buon lancio, nelle vicinanze di una grotta, a vedere una piccola trota seguire il Power Shirasu che avevo montato sulla canna da Ultra Light ( quella che di solito uso nel Light rock Fishng in mare ) al primo tentativo segue solo l'esca, al terzo invece dopo aver fermato il recupero ma imprimendo all'esca nella fase di caduta dei ripetuti e frenetici movimenti di punta riesco a vedere l'attacco deciso che mi vale la prima cattura della giornata, come potete vedere nella foto la livrea è spettacolare, colori bellissimi.

Poco dopo riesce anche Alessandro a "scappottare" montava un piccolo rotante e proprio lanciando attaccato al monte opposto a noi che entra poi nel lago dopo aver fatto affondare un pochino il cucchiaino e iniziando un recupero lento, avverte la mangiata e con una ferrata decisa porta a guadino la trota.

Trota di luca con zoner
Questa è una zona buona restiamo qua, se ne esce fuori Alessandro bhe aveva ragione dopo poco riesce a fare un'altro strike questa volta con un ondulante e di nuovo un'altro nel lancio successivo però purtroppo perde il pesce qualche secondo dopo la ferrata, non potevamo certo rimanere a guardare allora ci mettiamo sotto io e Luca, provo a cambiare esca e uso il nuovo Aji Must di Ecogear e i risultati non tardano ad arrivare due catture consecutive, mentre luca mi dice che con lo zoner riesce a prenderne un'altra.

Continuano a susseguirsi diverse catture sempre nella stessa zona, il risultato finale della giornata parla chiaro 6 trote per me 4 per Luca e 3 (ma tante perse) per Alessandro.
Questo lago è bellissimo ma ha un regolamento un pò strano, vige infatti il regolamento no kill e tutte le trote sotto i 25 cm devono essere liberate diversamente da quelle di 25 cm in su che devono essere trattenute per un massimo di 5 capi che poi devono essere segnate nel tesserino segna catture, ma perchè non liberarle tutte e fare una distinzione due tesserini uno C&R e l'altro per il prelievo al solito prezzo magari, la troviamo una regola al quanto bizzarra, un pò di anni fà questa diga era solo C&R, e le cose forse erano migliori.

sabato 2 agosto 2014

Ecogear Power Shirasu un must nel light spinning

Una mormora non propriamente un pesce comune nel LRF
ma il bello è proprio questo le sorprese del light rock fishing
Oggi andiamo a vedere le caratteristiche e le specifiche dell' Ecogear Power Shirasu da 2" piccola esca che imita molto bene un pesciolino oppure se fatta lavorare sul fondo molto lentamente assomiglia a un vermetto.
Il suo utilizzo è fatto per lo più nel LRF ( Light Rock Fishing ) possiamo abbinarlo a testine piombate ( ottime le Ecogear Shirasu Head ) oppure lo possiamo utilizzare in molti altri inneschi come a split shot, drop shot. Parliamo della forma, ha una piccola testina a metà corpo troviamo delle piccolissime lamelline e termina con una codina sottile e con una piccola pallina, è composto da un materiale molto morbido ma allo stesso tempo molto resistente. Le colorazioni sono tantissime, ci sono delle versioni con glitter oltre a versioni luminous color quindi avete tantissima scelta in base alle condizioni meteo e al colore dell'acqua.

Scorfano su Power Shirasu
Esca versatile perchè possiamo utilizzarla in contesti differenti sia dal tipo di pesca che vogliamo fare, ma anche dall'ambiente nel quale ci troviamo infatti è formidabile in SW ma anche in FW ha dato i sui frutti specialmente a trote e cavedani ho avuto delle belle risposte.

Parlavamo di versatilità quindi entriamo nello specifico e andiamo a vedere in quali situazioni montare questa esca.

Pescando in prossimità di fondali rocciosi alla ricerca di scorfani, ghiozzi e bavose si ottengono grandi risultati anche quando entriamo nella stagione fredda ed il pesce è apatico lasciando l'esca sul fondo e facciamo lavorare soltanto dalla corrente che sposterà la codina del Power Shirasu  in modo naturale questo è l'approccio giusto rispetto ad un azione più frenetica la quale conviene sempre farla
Piccola spigola su Power Shiarasu
nelle stagioni in cui il pesce è maggiormente attivo.


Pesca a mezz'acqua possiamo tentare di insidiare i sugarelli magari utilizzando delle colorazioni come bianco, giallo oppure arancio anche se ho notato che le glitterate funzionano molto bene soprattutto negli spot dove sono presenti illuminazioni. In genere il sugarello dalle mie parti inizia a fine inverno, inizio primavera e si possono fare delle belle catture, uno dei pesci più divertenti nello spinning ultra light o  aji game, quando si pesca vicino alle fonti di luce, come detto in precedenza, non si prendono solo sugarelli ma anche le spigole in genere la taglia è piccola quindi se siete sostenitori del C&R nessun problema ma se invece volete trattenere il pescato fatelo nel rispetto delle regole anche se sono sicuro che la stragrande parte di noi che pratichiamo il LRF segue la filosofia del C&R.



Ci siamo soffermati sulla pesca in Saltwater nel prossimo articolo parlerò maggiormente dell'utilizzo del power shirasu in Freshwater.

Massimo Tartaglia
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domenica 1 giugno 2014

Evento Cogitech: Il report e la pescata

Il grande giorno è finalmente arrivato inizia di buon ora con i preparativi bandiera issata al vento e le prime persone che vengono in negozio tutti i prodotti sono già sistemati con cura sopra il bancone del negozio.

La punta di diamante dell'azienda è li pronto a muoversi nella vaschetta per mostrarsi ai clienti ci sono disponibili due versioni che si distinguono solo per la grandezza taglia M e L le colorazioni del Crab sono tre purple green e brown il granchio a base di aminoacidi e ricco di scent viene mostrato anche in video girato in Australia dal Pro-Staff Liam Fitzpatrick lo potete guardare anche voi a questo link ci mostra come il nuovo Marukyu Crab sia un arma vincente per insidiare gli sparidi, Il forte potere attrattivo non è solamente l'unica dote di questo granchietto la sua mobilità in acqua va oltre l'imitazione di un granchio non smettereste mai di farlo
saltellare di fronte ad una tana di uno scorfano o di qualche ghiozzo.

Il Crab non è stata l'unica novità della mattinata infatti per quanto riguarda Ecogear sono stati mostrati al pubblico la nuova selezione di esche della linea Aji Shokunin gli Aji Must da 2" il corpo di questa gommina piccole lamelline e la codina si assottiglia con delle micro palline e va a chiudersi sempre con queste piccole lamelle che smuovono molta acqua richiamando l'attenzione del predatore un'esca che da ottimi risultati sia per quanto riguarda la classica pesca del sugarello ma anche impiegata alla ricerca degli pesci di fondo ha dato i suoi frutti, un'esca fatta apposta per le nuove testine Ecogear Chon head per un innesco innovativo e una massima azione dell'esca infatti queste testine permettono l'innesco della parte della testa e lasciano tutto il corpo dell'esca mobile in acqua e dandole un movimento sinuoso in grado di attirare fortemente i pesci.

Abbiamo notato molto interesse per la manifestazione odierna con grande partecipazione del pubblico al servizio delle persone c'erano grandi esperti come Giorgio Bacherini, Andrea e Stefano Querio i quali hanno fatto vedere il funzionamento delle esche e illustrato le novità, Un ringraziamento va soprattutto al negozio Tognini caccia e pesca nelle persone di Franco e Daniele, per il gruppo Extreme Spinning hanno partecipato tutti i ragazzi molto attivamente parlando del nostro gruppo ai presenti invitandoli a passare una giornata a pescare con noi.



lunedì 26 maggio 2014

Lago del sole spinning ai black bass e persici sole

Siamo tornati in questo splendido lago ospiti di Lorenzo e Silvio insieme a noi oggi c'è anche un grandissimo pescatore e amico Federico Nardi.

Il lago del sole è situato a Massa si possono trovare molte specie di pesci tra le quali carpe, amur, persici sole, black bass, carassi è possibile praticare molte tecniche di pesca le più gettonate sono il carpfishing, la pesca con la bolognese e lo spinning.


Matteo si dedica alla pesca light e subito inizia a fare diversi persici sole anche di buona taglia, i colori di questo pesce sono di una rarità e bellezza uniche.

Si continua a girare il lago quando ad un certo punto Matteo e Federico vedono un bass allora con tutta furbizia si avvicinano lentamente e fanno a gara a chi riesce a prenderlo per primo, lanciano insieme ma nel mentre arriva il grande lorenzo e li frega entrambi lanciando l'esca per terzo ma portando a riva lui il pesce ( non prendetevela a male l'importante è partecipare :p )


Io e Silvio non restiamo a guardare qualche pesce si fa anche noi, pochi ma belli! :) 


  

La giornata volge al termine con una buona birra artigianale prodotta da Silvio e per noi comuni astemi un buon bicchiere di menta fredda!
Come l'ultima volta (video) il divertimento non è mancato speriamo di tornare presto a bucare qualche pesce e  passare una nuova avventura in compagnia di un gruppo di amici fantastico.

venerdì 28 marzo 2014

Una serata a spinning

Tanti di voi che mi conoscono e che adesso stanno leggendo questo reportino sanno che amo molto pescare a light rock fishing ma quando le condizioni vengono a mancare e si trasformano in condizioni perfette per insidiare la spigola la scelta di organizzare l'uscita ricade sul dicentrarchus labrax il sogno di ogni spinner. Inizio la serata preparando tutti gli artificiali scelgo i migliori e li carico in borsa e passo a prendere un amico, poi mi avvio verso alcuni spot, prima di iniziare la battuta osservo svariate postazioni e dopo una mezz'oretta buona di ricerche individuo un canalone nella spiaggia, il mare era perfetto inizio a fare i primi lanci paralleli alla spiaggia per vedere se c'erano spigole in caccia,

mercoledì 26 marzo 2014

Spinning alla regina del mare.

Ci sono amori che nascono e non si sa perché, li hai sempre custoditi all’interno della tua mente, amori che non pensavi fossero così forti, ti fanno alzare presto la mattina senza il peso di farlo e ti guidano come una stella cometa sullo spot di pesca studiato la sera o i giorni antistanti la battuta. Non importa se lo spot sia un ampio arenile con una scarsa batimetrica o una foce di un fiume nel finire di una piena, piuttosto che un porto nelle ore notturne della giornata, alla tua passione non interessano queste cose, a lei interessa immergersi nella natura senza alcun tipo di disturbo e passare una splendida giornata con una canna in mano. Lo spinning alla spigola rappresenta in questo senso l’apice della disciplina e della filosofia che anima uno spinner, bisogna essere sullo spot di pesca nelle ore precedenti l’alba, quando il mare, grazie alle sue onde e silenzio ci culla e ci indirizza verso il luogo dove decideremmo di animare i nostri minnow o soft bait, la parola che regna sovrana durante una pesca incentrata alla regina del mare è Silenzio, silenzio e ancora silenzio, questo magnifico predatore è molto sensibile a queste cose e se non rispetterete delle semplici regole, difficilmente ne avrete la meglio, dovete sicuramente evitare di fare confusione, farvi vedere e sicuramente non compiere l’errore che gran parte dei pescatori commette, ovvero puntare la vostra luce nel mare. In base alle condizioni meteo marine opteremo per uno dei seguenti spot : spiaggia, scogliera, foce di un fiume, porto. Prima di approfondire ogni singolo approccio e bene sapere che esistono delle regole basilari per insidiare la spigola, sicuramente i fattori che maggiormente influenzano la sua attività predatoria sono i seguenti: - Cambi di luce ( alba o tramonto) - Bassa pressione atmosferica - I picchi di Alta e Bassa marea - Scadute di una mareggiata  Andiamo adesso a trattare i vari spot di pesca precedentemente elencati.

SPIAGGIA
Sicuramente a livello personale lo spot a cui sono maggiormente affezionato, vuoi per la tecnica di pesca da cui provengo, il surf casting, vuoi per la liberta di movimento ed inventiva che secondo me ti permette di adottare, essa può regalare delle grandi soddisfazioni in termini di catture. I requisiti necessari per riuscire ad avere dei discreti risultati sono sicuramente riuscire a riconoscere i principali settori che si vengono a creare durante una mareggiata, ovvero : - Canalone di uscita - Punte - Buche Prima di soffermarci ad analizzare i principali settori e bene fare una precisazione, il problema principale dello spinning dalla spiaggia è da ritrovare nella presenza di alghe in movimento che ostacolano il nuoto dell’artificiale. Per vedere se esse sono presenti, bisogna osservare le onde: quando l’onda si forma se intravediamo in trasparenza delle macchie nell’acqua, significa che sono presenti. Se osserviamo la spiaggia, noteremo dei veri e propri accumuli di alghe sulla battigia, e molte alghe proprio nei primi metri del sottoriva. Sicuramente quello e un punto molto buono, in quanto quella grande presenza di alghe, ci indica in maniera inequivocabile un flusso di corrente che arriva fin sottoriva, questo chiaramente è un percorso seguito anche dai pesci, e di conseguenza anche della nostra amata spigola, la difficoltà chiaramente è quella di riuscire ed avere la fortuna di far lavorare in maniera idonea l’artificiale. Il canalone di uscita è facilmente identificabile guardando la spiaggia, noteremo infatti delle rientranze verso il mare (lingue di sabbia) , in mezzo a due di esse è presente un insenatura che rientra più o meno fortemente all’interno della spiaggia, ecco quello è il segnale inconfondibile che di fronte a noi avremo un canalone di uscita. Questo settore è particolarmente redditizio durante una scaduta in quanto li si andranno a depositare i microorganismi che mettono in moto il pesce foraggio e chiaramente anche il predatore che se ne ciba. Ogni sbalzo batimetrico è un potenziale punto dove la spigola entra in caccia, su quei punti avremo il maggiore accumulo detritico dove i pesci andranno a cibarsi e la spigola andrà a sferrare i suoi attacchi. Una tattica che molte volte si è rivelata vincente e quella di far lavorare con la sola corrente presente nel canale un minnow del tipo snodato.
Le punte(lingue di sabbia) sono zone che indicano la presenza davanti a noi di una parte di mare con una
batimetrica bassa, in termini prettamente popolari, è il segno che contraddistingue la presenza di una secca. Generalmente di questa zona dovremmo andare ad affrontarne le sue stupende schiumate, che molte volte potranno darci delle grandi gioie, ricordate che la spigola è un pesce che caccia in pochissima acqua, predilige le schiumate e la troviamo nei primissimi metri della spiaggia. Gli artificiali che bisogna avere sicuramente in borsa in queste situazioni sono i Darter Minnow, artificiali che danno il meglio di se in situazioni di scarsa profondità, comunque valutate attentamente la profondità dello spot, optate per colori accesi in caso di scarsa luminosità, e per colori naturali con l’aumentare della luce. Le buche sono zone in cui si accumula molto cibo, generalmente questo settore viene utilizzato in situazioni di mare tendente al calmo, è una zona che per riconoscerla serve una discreta esperienza, a livello prettamente teorico, in caso di mare calmo la si riconosce dal colore dell’acqua più scura, in situazioni di mare mosso vedremo proprio le onde infrangersi ai capi di essa e non al suo interno. Riuscire a far lavorare l’artificiale ai margini di esse non raramente provoca l’attacco del predatore. In linea di massima abbiamo trattato i concetti fondamentali per affrontare una battuta a spinning dalla spiaggia, ricordate di sondare i primi metri davanti a voi, solo dopo averlo fatto potrete entrare in acqua con i relativi waders, la spigola sta sotto di voi se entrerete in acqua senza sondare prima il sottoriva, molto probabilmente avrete compromesso in maniera quasi definitiva l’esito della vostra uscita, la spigola e molto diffidente e scaltra, si metterà in fuga quasi sicuramente.

SCOGLIERA
La scogliera sicuramente è un ambiente che con le giuste conoscenze dello spot può regalarci catture importanti, la strategia che molte volte può risultare vincente è quella di far passare il nostro artificiale in prossimità di più scogli sommersi, è proprio dietro questi scogli che la spigola si nasconde in attesa del passaggio delle sue prede, un recupero fatto di stop and go è chiaramente indispensabile per scatenare l’attacco del predatore, bisogna cercare di far cadere la fase stop il più vicino all’ostacolo, vedrete che una volta presa manualità con questa operazione le catture non tarderanno ad arrivare. Il mercato degli artificiali ci mette a disposizione moltissimo materiale, chiaramente ogni esca al suo campo di impiego, sta a noi valutare cosa è più idoneo utilizzare, in questi casi è chiaramente l’esperienza a dettare la via da seguire. Io personalmente preferisco privare gli artificiali delle ancorette a favore di ami di dimensione idonea, in questo modo riduco drasticamente i rischi di incaglio con conseguente perdita dell’artificiale. Nel caso cadessimo in un momento di scarsa attività predatoria non scordatevi di portare con voi le necessarie soft baits, il mercato ne offre di tutti i gusti ed esigenze, uno shad montato in texas ring è indispensabile in questi momenti. Il vantaggio di queste esche è semplicissimo, hanno la grande capacità di essere fatte lavorare in posizione quasi ferma, con delle semplici jerkate della canna possono simulare per esempio un pesce che si ciba sul fondo, ed essendo ferme non obbligano il predatore ad eseguire dei piccoli inseguimenti, per questo motivo in caso di apatia risultano l’ultimo asso nella mano prima di cambiare spot o chiudere la nostra attrezzatura.

FOCE DI UN FIUME
La foce di un fiume è uno spot “magico” per la ricerca della regina, qui l’acqua dolce incontra l’acqua salata, creando un rimescolamento del fondale con conseguentemente popolamento da parte di muggini, e tutti i grufolatori presenti nello spot, e quindi anche del nostro predatore. E’ importante tenere a mente che questo spot e prolifico quando ci sono i residui di una fiumara, sicuramente bisogna recarsi sullo spot nel periodo giusto, avventurarsi in piena fiumara di una certa importanza è molte volte sinonimo di cappotto. Gli artificiali per esperienza personale che la fanno da padrona sono tutti gli snodati, ma chiaramente questa non è una regola è semplicemente un esperienza personale, sta a voi di volta in volta trovare la soluzione ideale, è anche questo il bello della pesca no? Se la corrente lo permette, ricordate di insistere con le soft baits, nelle foci dei fiumi sono micidiali soprattutto quelle simili alle anguillette.

PORTO
Il porto è lo spot cosiddetto “sempre buono” qui l’ecosistema rimane relativamente costante e invariato nel tempo, la presenza di muggini e pesci e pressoché costante e abbondante durante tutto l’anno, la spigola, che ne va ghiotta, chiaramente è presente e in attesa che qualche muggine ne diventi il pasto della giornata, ragion per cui gli artificiali che la fanno da padrona sono sicuramente quelli più simili alle colorazioni del cefalo. Le profondità di lavoro dell’artificiale chiaramente devono essere il più ampie possibili, nei porti di una certa entità non è raro avere profondità attorno ai 10mt, sarà indispensabile riuscire a sondare più strati d’acqua possibili nella speranza di riuscire a capire in che zona d’acqua il predatore sta cacciando. Se le regole lo permettono cercate di eseguire qualche lancio vicino alle barche ormeggiate nel porto, nell’ombra di esse la spigola si nasconde e da li sferra ai suoi attacchi. Un altro posto che molto spesso a sottovalutato da tantissimi pescatori è la banchina, ebbene si, evitate di lanciare il più lontano possibile, la spigola nell’80% dei casi la prenderete proprio sotto i vostri piedi.

ATTREZZATURA
Dopo aver fatto una panoramica sugli spot e sugli approcci di questa bellissima pesca, vi faccio una panoramica sul tipo di attrezzatura un po’ “universale” per eseguire questo tipo di pesca. - La canna deve essere composta da un carbonio ad alto modulo, avere la sensibilità massima in questa pesca e abbastanza importante, come lo è avvertire e “sentire in canna” ogni asperità del terreno. - L’azione della canna è molto personale, in linea generale le canne fast o extra fast sono idonee alla pesca con soft bait, mentre le cosi dette “progressive” vengono preferite per l’utilizzo di minnow, io personalmente preferisco usare un azione fast per entrambe le pesche. - La canna ideale è una monopezzo, che ci garantisce una sensibilità unica, come lunghezza opterei per una lunghezza tra 6’6’ a 7’0 piedi con una grammatura compresa da 5/8 ad 1 oz - Il mulinello chiaramente deve essere proporzionato e bilanciato con la canna, in linea di massima un buon 4000 caricato con un trecciato da 15lb con uno spezzone di un metro in fluorocarbon dello 0,35 fa al caso nostro.

CONCLUSIONI
Con questo articolo ho voluto illustrarvi, in maniera generale cosa sta dietro una cattura di una spigola, forse la bellezza e il fascino che porta alla cattura di questo pesce è dettato anche dalla sua volubilità. La bellezza della pesca sta proprio nel capire perché hai eseguito una cattura e perché ci sei riuscito, il bello sta proprio nel fatto di capire perché sei riuscito a catturarlo in quel modo e non in quell’altro. La bellezza della pesca sta anche nei cappotti, perché senza di essi forse molta gente non si sarebbe appassionata a tutto ciò, senza cappotti non ci sarebbe quella goduria ed estasi che ti porta quel colpo in canna che proprio lei ti da, quel colpo che ti fa alzare la mattina presto e ti fa osservare il mare sussurrando grazie per tutto questo……..

Dalle Saline Davide
Extreme Spinning
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lunedì 3 marzo 2014

Report: Apertura Trote 2014

L’apertura alla trota è soprattutto un evento, uno di quegli eventi che ti piace vivere assieme ai tuoi compagni di pesca più stretti, la giornata tipo per quasi tutta Italia inizia allo stesso modo:
Sveglia presto, ce sempre qualcuno che rimane addormentato, ma fortunatamente stavolta non è cosi, ritrovo nel punto stabilito nei giorni precedenti, colazione (tappa fondamentale non svolta) e partenza per lo spot.
Visto l’ingente numero di partecipanti scegliamo di fare l’apertura presso la Diga dell’isola santa, uno luogo che in una giornata di sole come quella trovata toglie il fiato per la sua bellezza, uno spot idoneo a contenere tutto il nostro gruppo.

Arrivati sul luogo dove da li a poco avremmo dato il via alle danze, ci accorgiamo che un po’ troppe persone stamani si sono svegliate prima di noi, e ci troviamo obbligati a scegliere una sponda del lago poco frequentata.

Si percorre il sentiero fino a trovare uno spazio idoneo per dare il via alla nostra giornata di pesca, Alessandro è il primo a lanciare un artificiale in acqua ed al terzo lancio ha già in canna una discreta trota che porta all’asciutto senza particolari problemi.

Sto ancora preparando la canna ed anche Alessio piazza anche lui uno strike, lo seguono a ruota tutti anche Alex con un RAPALA Countdown 5 colore RT vicino a Massi (l'unico che ha la macchinetta fotografica) fa strike con foto di rito.
le trote sono in attività, siamo nel posto giusto al momento giusto!
Ho finalmente ultimato la montatura, opto per l’utilizzo del cucchiaino, in queste condizioni di attività predatoria mi ha sempre dato i migliori risultati, infatti da li a poco riesco a fare 3 strike in pochissimo tempo a cui ne susseguono altri più avanti.

Nota di merito va a Jonathan che grazie ai suoi artificiali auto costruiti, utilizzati per tutta la giornata, gli permettono di fare numerosi combattimenti
Le catture tuttavia vengono eseguite da tutti, chiaramente Matteo Catelani (Il Mago) la fa da padrona  e fra uno strike ed una chiacchierata si arriva al punto che si ferma tutto, l’apatia predatoria ci fa decidere che è arrivato il momento di optare per le soft baits, il primo ad eseguire una cattura e Massi che grazie alla Ecogearaqua Katsu Mebaru Shirasu colorazione Atractive orange glow innescato su testina shirasu head fine riesce a portare a mettere a segno 5 strike filati mentre pesca vicino ai ragazzi venuti da Carrara i quali riescono a fare molte catture.

Dopo vari spostamenti e un break alla punto di ristoro adiacente il lago, decidiamo che è arrivato il momento di tornare a casa, contenti di quanto  fatto e soddisfatti nel aver  unito questo grande gruppo di pescatori oltre che di splendidi ragazzi.

Il ritrovo non poteva essere che davanti alla diga per la foto finale di gruppo, alla quale purtroppo, a causa di problemi di orario,  non hanno potuto partecipare alcuni componenti della spedizione.
Un ringraziamento speciale a tutti per la splendida giornata passata assieme.
Ci vediamo alla prossima!

Dalle Saline Davide

martedì 18 febbraio 2014

Report di Michele Moschetti un'uscita a LRF

È iniziato tutto da una telefonata al caro amico di una vita Simone " stasera vado con dei ragazzi a rock fishing" e lui " bravo vai impara che poi mi insegni". E così è iniziato tutto.  Ieri sera si organizza per la prima lezione agonistica di pesca, già l' agonismo ci vuole sempre per rendere più interessante ogni pescata.  Così decidiamo di andare al molo per iniziare le " ostilità".




Giunti sul posto iniziamo a sondare il sottoriva e dopo poco strike e il primo ghiozzo esce fuori, , piccolo ma pur sempre uno a zero per me! Il tempo passa e i pesci sembrano essersi dileguati così cambiamo spot. 





Una zona con presenza di scogli. Al primo lancio Simone strike uno scorfano e giù di sfotto! "L alievo supera il maestro! " ma per mia fortuna quell ambiente mi ha ricordato di quando da bambino andavo tra gli scogli armato di filaccione a pescare ghiozzi e bavose e così ho fatto ho iniziato a sondare tutti gli anftratti con il mio Ecogear Shirasu rosa e... strike un bellissimo scorfano che mette a dura prova la mia attrezzatura. Allora la tecnica è giusta così insisto e altri 2 scorfanelli escono. E si torna 4 a 1!! 






Tornando alla macchina notiamo del movimento in superficie diversi muggini che saltavano e qualche cacciata di spigole. Che facciamo? Qualche lancio e da subito iniziamo a slamare pesci quasi ad ogni lancio evidentemente non erano di taglia. 




Quando ormai ritenevamo chiuse le austerità ecco abboccare una discreta spigola seguita da un bel muggine che prima di uscire dall acqua mi fa "godere" a pieno la mia attrezzatura light. Che dire grazie mille a Massimo che mi ha fatto conoscere questa nuova tecnica molto divertente .

lunedì 30 dicembre 2013

Report: Spigole dalla spiaggia

Piove per gran parte della notte penso che ormai potrebbe saltare l'uscita, invio un sms a Matteo chiedendogli se voleva andare non risponde al messaggio ed erano già le 6:10 molto probabilmente è rimasto a dormire dopo poco invece squilla il telefono ed io veloce come un bradipo vado a rispondere, " sto partendo " finisco di preparare l'attrezzatura e si parte, un'altra gara ci attende, si perchè quando io e Matteo si va a pescare del sano agonismo non può mancare, poi chi vince paga la colazione di solito tiro a perdere :)

Il Grande Mago porta la NRX sw 843 con uno shimano (ovviamente) Twin power 4000 io invece porto una SJR 844 IMX e uno shimano rarenium ci4 4000 montati entrambi con power pro super 8 del 0.15.
Iniziamo a sondare un pò di spiaggia con i countdown, il mare era in fase di risalita dopo un piccolo accenno di scaduta del giorno precedente acqua torbida ma con poco sporco solamente vicino la foce di un fiume c'era delle foglie e alghe però tutto sommato si poteva pescare tranquillamente.

Matteo dopo qualche lancio nei lati di una secca sente la prima partenza, sul  Rapala Xrap SW è caduta la
prima spigola combattiva come non mai infatti ci sembrava molto più grande da come ha messo alla prova l' NRX tutto facile per il Grande Mago portarsi in vantaggio 1-0 ero già in completa disperazione, anche oggi vincerà facile magari con un'altro pesce a favore, MAI ARRENDERSI! continuo fra jerkate e stop and go arriva il PAREGGIO!!!!!!

 finalmente era da un pò di tempo che non riprovavo l'adrenalina che solo la regina ti può dare quella magia che avviene solo quando senti la botta in canna, anche questa come l'altra tirava parecchio 844 piegatissima "ma che hanno mangiato stamani" altro che pane e gazzella, finito il combattimento e la resa del pesce guardo Matteo e gli dico "ora siamo uno a uno ma questa è un pochetto più grande della tua" e me la rido, finisco di ridere e torno pallido in viso solo dopo 2 secondi tempo di lanciare il Max Rap e sbam strike due incredibile!!! non ci posso credere ma allora ti piace pagare la colazione eh? fammela pagare a
me una volta no???

combattimento simile al mio oggi queste spigole ci hanno fatto divertire tantissimo giornate così capitano poche volte siamo stati fortunati a trovare una situazione di tempo e di mare favorevole speriamo che si ripeta in futuro chissà forse già da stasera, intanto ci godiamo questa uscita andata molto bene.
Siamo molto felici di aver condiviso questa nostra bella esperienza con tutti voi e speriamo che siate voi a raccontarci la vostra avventura la prossima volta.

lunedì 16 dicembre 2013

Pesca alla trota in lago: spinning pura passione

Parte dei partecipanti
Stanco, stanco morto, stanchissimo, arrivato dallo Shimano Day di Milano avevo solo voglia di andare a letto e riposare per essere pronto l'indomani per il raduno natalizio di Extreme Spinning, ma non c'è stato verso come al solito mi addormento in tarda notte e alle sei per la prima volta della sua vita mi chiama Alessandro "come mai ti sei svegliato prima di me?" "no niente devo ancora dormire," ah iniziamo bene tra tutti e due, preparati che passo a prenderti, in realtà avevo tutto pronto già dal venerdì.

Arriva puntuale come un orologio svizzero, carico in macchina tre canne: una per la gomma, un'altra per i minnow e l'ultima montata con rotanti.
Ci vediamo con gli altri nel punto stabilito i giorni precedenti, mentre aspettiamo che qualche altro temerario
Emiliano Galeotti
arrivasse parliamo di come avremmo affrontato la sessione, alle 7 partiamo direzione Montramito le macchinate erano così composte: il sottoscritto, Alessandro, Alex ed Emiliano invece nell'altra c'erano: Michael, Dario, e Jonathan.

Finalmente al lago, ed era già aperto sponde completamente piene, mentre passiamo il cancello nella sponda piccola vediamo Guido e Marco di Esca e Pesca Pietrasanta, saluti e due chiacchiere e ci mettiamo lì con loro a pescare. Me la prendo con comodo tanto so per certo che le trote iniziano a predare più tardi, monto una G.Loomis SJR 783 IMX + Rarenium 2500 con uno shad da 3 pollici a Drop Shot e un piombo di 7 grammi, una Shimano  Forcemaster con Stradic ci4 montata con un countdown di Rapala e infine una Aerocast sulla quale monto un aernos 2500 con un Blue Fox, gli altri più o meno hanno tutti lo stesso equipaggiamento, chi gomme, chi rotanti e minnow.

Jonathan Ciregia
Il tempo passa e non si vede nulla ma proprio nu... ops si una cosa si vede il gestore del lago che inizia a prendere le trote e a buttarle "FINALMENTE"!!! partono applausi e c'è chi gli dice: "buttale qua", "buttane tante", "buttane grosse", "buttamele nel retino", iniziamo tutti a lanciare nella zona dove sono state messe le trote, dalla sponda si vedono volare una marea di artificiali non ho mai visto così tanta balsa in aria prima d'ora.
Primo strike Jonathan fa centro con un Xrap Countdown da 5 cm una bella trota molto combattiva che ha esaltato le qualità della Nasci.

Giù il gettone si va in alto e altre catture Emiliano fa strike con la sua G.Loomis Mossy Back e non sarà il primo
Dario Pucciarelli
infatti Emiliano si aggiudicherà il primo posto con 5 trote, nel mentre io mi devo iniziare a preoccupare? In due hanno già fatto una cattura e io sono ancora a zero ma le sirene d'allarme le inizio a sentire quando anche Dario fa strike la Exage si piega di botto "che c'è Dario?" "l'ho presa!" pochi secondi di combattimento e arriva a guadino Nice Fish Bro!

Finiti quei minuti di frenesia dove Emiliano ne riesce a fare altre due, appoggio la canna insieme alle altre e vado a salutare gli amici di Esca e Pesca che nel frattempo si erano spostati a monte del lago con loro anche un'altro ragazzo Marco che purtroppo non avevo riconosciuto, nella pagina facebook dell'evento aveva anche messo che avrebbe partecipato, mea culpa ma ti ringrazio in questo report per la tua presenza, dopo aver chiacchierato decido che è giunta l'ora di scappottare!!!!!!

Ecco la mia foto
Testa bassa e recuperare, no dai non proprio così sennò sembra che lanciamo le esche e le recuperiamo e basta, dietro c'è molto di più anche se siamo in un lago a pago non vuol dire che non ci voglia un minimo di conoscenza non troppa eh giusto qualcosina, tolgo la gopro dalla testa e prendo in mano la aerocast con un rotante montato lancio nulla secondo lancio sbam, trota anche per me :) (questa go pro porta proprio sfiga!!!).

Alex
Durante la mattinata si susseguono altri strike, Alex ne fa qualcuna con imitazioni di camole della trigger x e con dei siliconici, mentre il buon Michael e Alessandro stanno ancora cercando la prima, io mi prendo nuovamente una pausa e mi rilasso un pochino guardando questo bellissimo lago.

In questo lago non ci sono solo le trote e con le gomme e un pò di fortuna si riescono a fare anche gli
storioni o le carpe, oggi siamo riusciti a fare i primi, Alex strike again, recuperando una metal vib, riesce per fortuna ad agganciare uno di questi nella schiena, lungo combattimento finito con la foto di rito e il rilascio del
Jonathan e Marco
pesce, ma non è l'unico anche Guido e Jonathan riescono ad agganciare più di uno storione,  questa volta non è stato per caso, infatti grazie ad una imitazione di verme di sabbia montato su un'amo a split shot e un bel combattimento con la nasci bass di Jonathan, riesce a farsi una fotografia con questo splendido pesce.

La sessione stava per finire, vediamo passare gli altri ragazzi e li salutiamo, per noi è stata una bellissima giornata ricca di emozioni, questa giornata sancisce il primo anno di attività del nostro gruppo, siamo partiti con un idea ora siamo una piccola realtà che ha dimostrato di valere qualcosa in campo agonistico, anche se il nostro obbiettivo non è quello di ottenere risultati nelle gare ma quello di promuovere la tecnica di pesca che ci ha preso il cuore, il contatto con la natura diverso per come si vive rispetto a tutte le altre tecniche, la ricerca dello spot faticando soprattutto quando si parla di luoghi di montagna, il rispetto della natura che ci accompagna sempre in ogni uscita, e poi
Jonathan Michael Guido Massimo
naturalmente c'è la botta di adrenalina che solo il nostro amico pinnuto ti può dare e non importa che sia un tonno, una spigola, un luccio o un cavedano kg sono la natura che ci circonda, la fatica fatta, la consapevolezza di aver dato il giusto movimento all'esca che ci fanno battere forte il cuore ad ogni strike!
Il prossimo appuntamento non sarà di certo per il natale 2014 ma sicuramente ci saranno altre uscite come questa per il momento vi salutiamo e facciamo un AUGURIO DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI VOI.