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martedì 27 ottobre 2015

Dirotta su Cuda

Dirotta su Cuda a cura di Federico Nardi

Il barracuda mediterraneo (Sphyraena viridensis) chiamato comunemente barracuda bocca gialla e a volte impropriamente luccio di mare che in realtà è il suo cugino più piccolo (Sphyraena sphyraena) è sicuramente una delle prede più interessanti dello spinning salt water e ricopre una buona fetta del parco catture grazie ad un presenza abbondante in quasi tutti gli ambienti costieri e quindi di facile accesso a tutti coloro che praticano lo spinning in e off-shore.

Venuto alla ribalta negli ultimi anni grazie al fenomeno di meriodonalizzazione del Mediterraneo,fenomeno per cui in seguito all’aumento della temperatura del mare specie endemiche di habitat temperati subtropicali del Mediterraneo si sono spostate verso zone dove prima non erano presenti,il barracuda è ormai diffuso ovunque dalla Sicilia alla Liguria con somma gioia di noi spinner!
Questo però non vuol dire sia semplice trovarli e spesso la difficoltà maggiore,soprattutto di chi inizia,è capire quale siano gli spot con le migliori chance di successo.


DOVE

Sicuramente il barracuda ha delle preferenze in termini di habitat predilige le coste rocciose con fondali importanti difficilmente lo troveremo su litoranei bassi e sabbiosi;è presente in numerosi branchi intorno alla sommità delle secche dove l’incontro con pesci di taglia è frequente e la pressione di pesca non è asfissiante come lungo la costa, ma è necessaria una barca per poter affrontare questi ottimi spot e non è sempre facile procurasene una restando così una “riserva” di pochi.Su questi spot la pesca si pratica sia di giorno che di notte ma è soprattutto durante le ore di buio che i barracuda si portano negli strati più superficiali d’acqua con maggiori possibilità di fare catture a ripetizione anche di pesci di taglia.

Per quanto riguarda lo spinning in-shore gli spot da cercare sono le punte di scogliere che si affacciano su fondali importanti dove spesso sono presenti correnti che portano nutrienti e innescano la catena alimentare;l’approccio a questi luoghi non è sempre semplice per la difficoltà di raggiungere lo spot e per la scomodità durante l’azione di pesca ma chi ha preso un pesce in scogliera sa che le catture hanno un valore aggiunto per la bellezza selvaggia di questi luoghi.

Gli ambienti portuali sia al interno che all’esterno della diga foranea sono per la semplicità
d’approccio e la presenza a volte massiva di barracuda gli spot più gettonati,spesso non risaltano per bellezza anzi, tuttavia la presenza di luci e di pesce foraggio è un attrattiva irresistibile per i branchi di barracuda che numerosi si aggirano lungo le banchine.
Oltre a questi classici spot ne esistono ovviamente molti altri e ogni zona di pesca ha i suoi che per un motivo o per un altro sono frequentati dai nostri amici barracuda;di solito non è difficile scoprire quali siano le zone migliori essendo anche spesso molto frequentate dagli spinner e per tanto conosciute da molti.

Quando

Conoscere le abitudini del barracuda,così come ogni altra preda dello spinning,è di fondamentale importanza se non si vogliono fare numerose girate a vuoto.
Il “quando” inteso come periodo dell’anno varia a seconda dello spot per esempio la pesca dalla barca sui “cappelli” delle secche dalla barca è tipicamente una pesca primaverile-estiva essendo questi luoghi frequentati molto nel prefrega e durante la frega;durante questo periodo su questi spot le possibilità di agganciare prede veramente belle sono concrete.
Durante l’estate sono ottime anche le scogliere naturali e le dighe foranee esterne dei porti da affrontare però sempre durante le ore notturne quando il traffico di barche si riduce a zero e i barracuda si muovono in caccia indisturbati.
Durante l’autunno il mare torna ad un aspetto più quieto almeno per quanto riguarda il traffico marittimo e i pesci tornano ad avvicinarsi più volentieri;sicuramente durante questo periodo la
pesca più bella è dalle scogliere naturali dove è possibile l’incontro sia col barracuda ma anche lampughe e pelagici.
Durante l’inverno ci concentreremo soprattutto all’interno delle zone portuali ricche di pesce foraggio e molto amate dai branchi di barracuda che a volte molto numerosi vi amano restare per tutta la stagione fredda per poi riallontanarsi in primavera estate.
Ovviamente non sono regole assolute e non vuol dire che d’estate non si prendono barracuda nei porti
o d’inverno sulle secche ma è bene considerare gli usi e costumi dei barracuda quando si pianifica un uscita.
Per il “quando” inteso come momento della giornata ci sono pochi dubbi…i cambi di luce,soprattutto l’alba,sono i momenti magici e anche se è diciamo una regola generale dello spinning in mare per il barracuda ciò è vero all’ennesima potenza con veri e propri momenti di delirio e catture multiple nel giro di mezz’ora quando prima non c’era traccia di pinna.
Il grande occhio del barracuda tradisce la sua indole notturna e infatti le ore di buio sono sempre un momento buono e le catture possono avvenire in qualsiasi momento anche se le ore che seguano il tramonto e precedono l’alba sono forse più proficue.


Come

Per quanto riguarda canna e mulo sicuramente ognuno ha la sua scuola di pensiero ma in linea di massima diciamo che con una 7’6” 1-1/2oz è la canna ideale;come trecciato si va da un 20 ad un 30 lbs a seconda delle necessità;in alcuni ambienti come le aree portuali a volte è necessario forzare molto il pesce per non farlo finire a ridosso di corde,barche e pontili per cui un trecciato sovradimensionato ci può evitare diverse rotture.

Il finale è in fluorocarbon ovviamente, il diametro non sembra influenzare di molto le catture per cui non scendo mai sotto uno 0,50mm che di solito mette al sicuro dai denti del barracuda anche se in realtà quando decide di mangiare l’esca di testa o si pesca con la gomma non c’è fluorocarbon che tenga e il barracuda se ne va con un brutto souvenir.

Per quanto riguarda le esche ci sono pochi dubbi se si vuole andare a pesca di barra c’è una tipologia
di artificiali che non può proprio mancare: i long jerk! Senza questi artificiali ci si complica parecchio la vita; anche se non sono ovviamente le uniche esche efficaci la maggior parte dei lanci viene fatto con un long jerk attaccato al moschettone.Come azione di nuoto un long jerk veramente efficace per il barra dovrebbe avere,a mio giudizio, un movimento di rollio lungo l’asse longitudinale (wobbling) associato a sbandate laterali ridotte piuttosto che un azione side to side marcata che risulta più efficace con serra e altre prede. Il recupero è molto importante ed è sempre stato la chiave di volta dello spinning al barracuda specialmente in certe serate quando ad ogni lancio abbiamo dietro lunghe sagome ma che di attaccare l’esca non ci pensano proprio con grande frustrazione dello spinner…cosa fare allora?

Il primo accorgimento è quello di rallentare il recupero con jerkate morbide e lunghe pause tra una e l’altra, è proprio durante la pausa o nell’immediato ripartire che avviene l’attacco del barracuda che a volte è veramente delicato e capita spesso di veder partire il filo lateralmente ad artificiale fermo tipo mangiata di bass.

Certo non è esaltante stare a palleggiare l’artificiale con piccoli colpi di canna o addirittura di mulinello con recuperi che possono durare anche per più di un minuto ma frequente è l’unico modo per trovare il bandolo della matassa se non si vuole stare tutta la sera a guardare i barra dietro l’esca.

Una cosa da tenere ben presente è che con questo tipo di recupero lento con molte pause è veramente importante la scelta di artificiali affondanti o al massimo suspending per poter far rimanere l’artificiale davanti al muso del barracuda senza risalire verso la superficie,in termini di strike ciò si trasforma in una sostanziale differenza tra un artificiale sinking e uno floating.


Ovviamente ci sono delle serate (troppo poche sfortunatamente) dove i barra attaccano qualsiasi cosa nuoti in acqua e allora va da se che tutte le malizie lasciano un po’ il tempo che trovano molto meglio mettere un popper al moschettone e divertirsi a vedere i barra che escano a candela dall’acqua con l’esca in bocca,ma il più delle volte si ha a che fare con pesci apatici e svogliati e bisogna ingegnarsi per sentire un pesce in canna soprattutto di taglia accettabile.

Altra freccia al nostro arco contro l’indolenza dei barra sono i siliconici per la maggior parte shad di gomma montati preferibilmente su jig head,alle volte sembrano essere l’unica cosa che riesca a smuoverli;hanno però l’inconveniente di essere esche di ridotte dimensioni che spesso finiscono all’interno delle fauci dei pesci con frequente rottura del finale nonostante l’elevato diametro.

Si può ovviare a ciò montando direttamente sull’occhiello dell’esca uno spezzone di acciaio termosaldante di 6-7 centimetri al quale poi attaccheremo il moschettone o meglio ancora legheremo il finale in fluorocarbon.


QUALCHE “TRUCCHETTO”

Per quanto riguarda i colori delle esche, tipo i long jerk per esempio, vige il dogma notte = colori chiari(tipo bianco o giallo acceso) ed è vero ma è vero anche che sono i colori più inflazionati e a mio avviso sono dei colori che rimangono più facilmente impressi nelle memoria storica dei pesci da precedenti esperienze perciò spesso l’andare controtendenza e utilizzare colori naturali-scuri anche nelle ore di crepuscolo può essere risolutivo;più in generale possiamo dire che un cambio di colore può fare la differenza.

Avevo già accennato al fatto che,per la mia esperienza e per il tipo di recupero molto lento che faccio,risultano molto più efficaci tipologie di jerk bait sinking piuttosto che floating per il fatto di rimanere sempre qualche metro dalla superficie e di non risalire durante le frequenti pause.

Altro diciamo “trucchetto” per invogliare i barra in caso di ripetuti inseguimenti senza strike è quello di effettuare 2-3 recuperi lineari anche solo di mulinello piuttosto veloci e poi successivamente effettuarne un paio lenti con pause;spesso il cambio di velocità fa scattare l’istinto del barra tipo “ora o mai più”.

Una cosa che s’impara quasi subito nella pesca del barra è come dopo la prima cattura spesso ne seguono delle altre subito a ruota,probabilmente per la stimolazione delll’istinto di competizione alimentare quindi bisogna essere rapidi nello slamare e rilanciare senza perdere molto tempo in foto o ritratti a pastello lasciando per l’obbiettivo solo gli esemplari di taglia. Portarsi dietro qualche esca siliconica è sempre una buona regola anche solo per spezzare la monotonia cambiando un po’ le regole del gioco andando magari a farle lavorare negli strati d’acqua più profondi;in qualche serata sono state veramente risolutive.

Dopo questa infarinata generale sullo spinning al barracuda che spero abbiate letto volentieri vi svelerò il vero segreto dello spinning…andare a pesca e osservare ciò che sta succedendo nell’acqua e fuori perché è l’unico modo per capire veramente il comportamento dei pesci e ad esso adattare una tecnica di pesca efficace.

martedì 15 settembre 2015

Pesca a spinning: i moschettoni

Oggi parliamo di un piccolo oggettino che nello spinning ha un ruolo importante, i moschettoni, sganci rapidi.

Questi moschettoni ci vengono in contro quando dobbiamo sostituire gli artificiali molto frequentemente, al contrario di un nodo diretto il quale ogni volta che abbiamo in mente di sostituire un minnow dobbiamo eseguirlo più volte.

l'utilità del moschettone sta appunto nella rapidità di sostituzione se vogliamo trovare un piccolo difetto è sicuramente la maggior possibilità di raccogliere sporcizia che fluttua in acqua.

Possiamo trovare molti tipi di moschettoni, per quanto riguarda l'utilizzo dei minnow vanno bene tutti, mentre se iniziamo a parlare di esche in gomma il consiglio è sicuramente quello di fare un nodo diretto sulla testina visto che basterà sostituire la gomma dall'amo però se avete necessità di cambiare spesso le grammature delle testine allora il consiglio è quello di usare un moschettone come quello in foto, altri tipi di moschettoni con aggancio laterale spesso non entrano nell'occhiello della testina piombata.

Spero che questa piccola guida sull'utilizzo dei moschettoni nella pesca a spinning vi sia stata d'aiuto, un saluto a tutti voi.
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giovedì 3 settembre 2015

Video di pesca a light rock fishing


Oggi vi proponiamo il nuovo video realizzato in Liguria a Light Rock Fishing (LRF n.d.r). Vedrete catture di perchia, ghiozzo e sugarelli, con attrezzatura light e con gommine (power isome).
Una giornata soleggiata in uno dei posti più belli della costa ligure nella più totale tranquillità interrotta solo dal chiaccherio dei turisti, le prede sicuramente non saranno di quelle più adrenaliniche ma sicuramente i colori e la bellezza di questi simpatici pinnuti ci regalano sempre grandi gioie. Buona Visione
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giovedì 16 luglio 2015

Pesca a spinning al cavedano


Nuovo video di pesca a spinning al cavedano per i ragazzi di extreme spinning, ambiente tipicamente street fishing, quindi urbano, in una piccola cittadina ligure, sono state fatte molte catture, alcuni cavedani sono stati catturati a top water, altri con classici minnow sia floating (galleggianti) che sinking (affondanti). Le canne usate per la pesca al cavedano sono molto leggere addirittura canne da light rock. Lo spot è un canale utilizzato per l'irrigazione dei campi, questo canale prende l'acqua dal fiume magra e passa per tutto il territorio ligure, nel canale oltre i cavedani sono presenti barbi e carpe, il fondale a seconda dell'acqua presa dal fiume può variare dai 50 ai 100 cm. Oggi i cavedani erano particolarmente attivi a galla infatti Luca ha avuto moltissimi attacchi, ma anche noi che abbiamo pescato sul fondo abbiamo fatto molte catture con piccoli artificiali da 4-6 cm.
Vi auguriamo una buona visione grazie a tutti in descrizione vi lasciamo i link per seguirci su tutte le piattaforme social

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sabato 11 luglio 2015

Spinning alle trote a isola santa


In questo video i ragazzi di extreme spinning hanno scelto una meta bellissima nel cuore delle Alpi Apuane, posti incantevoli a nord della toscana. Il lago di isola santa è un invaso creato dallo sbarramento del torrente Turrite Secca, da Isola Santa è possibile raggiungere molte delle vette che formano le Alpi Apuane Tutto il gruppo delle Panie,  Freddone, Sumbra e Il monte Corchia, del famoso antro del Corchia che con le sue 53 Km di gallerie e pozzi, detiene il primato nazionale del più vasto complesso carsico ipogeo. Tornando a Isola Santa, nel lago è possibile pescare con permessino giornaliero di 10 euro + licenza nazionale, è possibile praticare lo spinning con ami singoli senza ardiglione, nel lago sono presenti trote fario di immissione e iridee non c'è è possibile incontrare anche fario autoctone che discendono dal turrite secca nel lago stesso. Quest'anno abbiamo avuto anche il piacere di vedere una nuova iniziativa del comune di Lucca il quale insieme al gestore del lago, hanno costruito delle piccole "piscine" le quali sono state destinate a piccoli avannotti di fario che poi saranno introdotte nel fiume. Vi lasciamo al video.
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giovedì 4 giugno 2015

Spinning al cavedano

Cavedani a top water

Arriva il caldo estivo e cosa c'è di meglio che insidiare i cavedani a top water? molti potrebbero dire i serra, sicuramente pesce spettacolare con combattimenti duri e divertenti, però oggi parliamo di
acquee interne e parliamo nello specifico di un pesce che è ben diffuso nel nostro territorio, parliamo del cavedano.

Il cavedano a parer mio è uno dei pesci d'acqua dolce più difficili da catturare, estremamente diffidente per insidiarlo occorre essere il più meticolosi possibili. Quando provo a fare delle sessioni risalendo i torrenti di fondovalle cerco sempre di stare il più distante possibile dal fiume,e se proprio non posso stare lontano dal letto del fiume cerco di restare il più basso possibile, il lanciando deve essere lungo e il più preciso possibile , perchè proprio uno dei fattori da tenere in considerazione è la precisione del lancio, il cavedano lo possiamo trovare nella corrente dove lanciando magari sopra un salto d'acqua e facendo arrivare l'esca nella zona dove stazionano il cavedano ha poco tempo per percepire che la nostra esca è finta e proverà a prenderla senza troppi problemi, invece nelle zone dove l'acqua è ferma, magari in qualche pozza ha tutto il tempo per capire che quello che stiamo lanciando è una "trappola". Alcuni delle zone dove possono regalare maggiori risultati sono quelle dove sono presenti piante con frutti, nella mia zona di pesca ho la fortuna di avere lungo il fiume molte piante di sambuco, le quali
offrono ai cavedani riparo e cibo senza che possano fare dei grandi sforzi per procurarselo, provate con qualche minnow floating vedrete che l'attacco avverrà non appena il minnow tocca l'acqua, mentre in altre occasioni serve un qualcosa in più per stimolare il cavedano infatti molte volte vi sarà capitato di vedere i cavedani che seguono il vostro artificiale ma non affondano il colpo, in questi casi utilizzo dei popperini da 3/4cm e faccio un pò di rumore questa cosa penso che li faccia innervosire con la conseguente aggressione del popper.


Passiamo all'attrezzatura, nulla di impegnativo con pochi euro possiamo già acquistare delle canne e mulinelli che fanno al caso nostro, per quanto riguarda il mulinello un 2500 shimano va benissimo, e la canna che non sia troppo morbida con un casting che va da 1-10 o 3-14 a seconda delle esche che utilizziamo. Come artificiali parlando di pesca a TW sicuramente andranno bene popper e piccoli wtd ma anche dei minnow floating giusto per fare cattur e a battuta o recuperati lentissimi a pelo dell'acqua, ottima è anche la cavalletta della rebel.

Spero che questa piccola guida vi sia stata utile se avete dei chiarimenti potete lasciare un commento.
Grazie a tutti

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Come si recupera un minnow

Breve guida su come recuperare un artificiale

Quante volte avete chiesto in qualche forum di pesca, oppure su gruppi di facebook, la grande domanda Come si recupera un artificiale? bene oggi cerchiamo di darvi qualche consiglio partendo dal presupposto che il recupero e la scelta di un artificiale si basa tendenzialmente in: pesce insidiato, stagione di pesca e condizioni del mare/fiume/lago.

Tralasciamo per il momento il discorso delle condizioni meteo  di uno spot  concentriamoci di più sulle nostre esche, nel settore ci sono tantissime tipologie di artificiali ma scegliamo ad esempio un classico minnow come può essere il countdown di rapala, un artificiale in balsa sinking (affondante) questa caratteristica da al minnow la possibilità di sondare gli starti d'acqua più profonda. Come si recupera, se la nostra ricerca è volta alla spigola un pesce che tendenzialmente non ama tanto rincorrere le prede e perdere energie il nostro recupero sarà lento e con degli stop, cercando di far scendere l'esca nelle zone dove pensiamo che la spigola possa tendere degli agguati. Cercate di non farvi prendere dall'ansia da recupero, se non state prendendo nulla l'ultima cosa alla quale dovrete pensare è se state recuperando bene l'esca.

Ora vi voglio parlare dei WTD (walking the dog) questa tipologia di artificiale ha una tecnica ben Dopo aver lanciato l'esca bisogna recuperare a strappetti, con il primo strappetto vedrete che il wtd sbanderà lateralmente, recuperate il filo e date un'altro strappetto e vedrete che l'artificiale si sposterà nell'altra direzione creando un movimento a zig zag, dovrete continuare a fare questo movimento, all'inizio potete provare a bassissime velocità tanto per prenderci un po la mano poi una volta presa confidenza potete aumentare il recupero.
definita per far muovere correttamente il nostro artificiale.

Nel prossimo articolo che sarà ad opera di Jonathan Ciregia ci illustrerà i vari recuperi e lanci nel bass fishing, vi lascio con un' ultimo commento lo spinning è una tecnica altamente personalizzabile il bello sta nell'animare gli artificiali e fregare un pesce con un imitazione cercate di essere il più creativi possibile e come detto prima non è detto che se non catturate la colpa è del recupero molto probabilmente il pesce non c'è o non ha voglia delle nostre imitazioni.

KEEP CAST

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venerdì 29 agosto 2014

Gli inneschi del bassfishing

Jonathan Ciregia
Il bass fishing e' una tecnica divertente ed affascinante con molti consensi da parte di pescatori amanti dello spinning.. gli appassionati si sono organizzati ed hanno inventato vari modi per arrivare al pesce e anche vari approcci ed inneschi per le svariate condizioni di pesca e le migliaia di varietà di esche che ci offre oggi il mercato. Vediamo insieme gli inneschi basilari  per iniziare a pescare con questa tecnica estremamente divertente.. senz'ombra di dubbio l' innesco basilare per eccellenza è:



FINESSE RIG: per il quale si necessita di un amo offset o wide gap a seconda dell' esca in silicone che andremo ad usare..l' amo wide gap con la curvatura ampia servirà per innescare esche voluminose mentre l'off-set (che mostrerò in foto) basterà un esca di tipo worm o dal corpo fine... per innescarlo dobbiamo inserire la punta dell' amo nell' apicale dell'esca per poi uscire immediatamente da sotto la testa girando la punta (foto 1 e 2) dell' amo verso il corpo spingiamo l' esca fino al gradino dell' amo accanto all' occhiello (foto 3 e 4) fatto cio' inseriamo la punta dell' amo all' interno della gomma alla lunghezza massima del nostro amo (foto5)  facciamo uscire la punta dell amo di nuovo (foto 6) pizzicando la gomma andiamo a nascondere la punta del amo sotto la pelle rendendo la nostra esca anti incaglio, quest ultimo dettaglio si chiama ''skin on side'' (foto 7). a questo punto la nostra gomma e' innescata perfettamente pronta per essere messa in pesca. apportando delle modifiche otterremo altri inneschi come ad esempio il..

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TEXAS RIG: e' il solito innesco del precedente ma con l' aggiunta di un ''bullet'' piombo o tungsteno scorrevole a forma di proiettile che ci permette di avere un affondamento maggiore dell' esca, a seconda della forza del vento o degli ostacoli che dobbiamo penetrare possiamo aumentare o diminuire il peso del nostro innesco sostituendo il piombo..in molti anche io personalmente davanti al bullet metto uno stopper di gomma per impedire al piombo di scorrere troppo e riuscire a dargli un assetto personalizzato 
Texas Rig
CAROLINA RIG: e' un po' il cugino degli inneschi precedenti.. per farlo abbiamo bisogno sempre del nostro amo off set con su innescata la gomma siliconica all'occhiello dell' amo leghiamo uno spezzone di filo che varia dai 50 cm al metro di lunghezza legato ad una girella e dall'altra parte troveremo un gommino salva nodo ed un piombo a forma do oliva scorrevole sulla lenza madre. 

Carolina Rig
WACKY RIG: e' un innesco semplicissimo efficace ma spesso sottovalutato. abbiamo bisogno di un amo tondo a gambo corto e un esca di tipo worm la quale la innescheremo per la meta' della sua lunghezza. il recupero dovrà essere eseguito da colpi di cimino al lasciarlo affondare lentamente, cosi andra' ad imitare un verme in agonia in fin di vita, preda molto facile per il black bass. 

Waky Rig
NEKO RIG: non e' altro che il fratello gemello del wacky rig. solito amo solito tipo di esche e solito modo di innesco della gomma ma con la differenza di un insert di piombo o tungsteno inserito all'apice della nostra esca con un maggior affondamento in la posizione in verticale a differenza del wacky che tende ad affondare lentamente in posizione orizzontale. 

Neko Rig
DROP SHOT: e' l innesco più complicato da utilizzare perchè facile si attorcigli la lenza. si usa un amo off-set o da wacky (a seconda tal tipo di esche che vogliamo utilizzare) con un nodo palomar sulla lenza madre ottenendo un braccio di filo avanzato dal nodo. su di esso andremo a legare il piombo apposito per questo innesco che presenta un loop in testa. la cosa piu' importante e' l' amo che dovra' rimanere con la punta verso l'alto. se una volta stretto il nodo l' amo si dovesse presentare con la punta rivolta verso il basso basterà passare nuovamente il filo avanzato dal nodo dentro all' occhiello dell' amo e stringere. l' amo si girerà nella posizione corretta. 

Drop Shot
A cura di

domenica 10 agosto 2014

Report: Trote a spinning in diga

Luca e la Prima Trota
Il primo amore non si scorda mai, avevo lasciato questo messaggio su facebook qualche ora prima di partire per una nuova grande avventura di pesca in compagnia di due buoni amici, molti chissà che avevano pensato riguardo a quel messaggio invece era rivolto a un ritorno, dopo che mancavo ormai dall'apertura, alla pesca a spinning alla trota questa volta non in un lago a pagamento anche se poi per pescare in quella diga c'è bisogno di un tesserino giornaliero però ovviamente le dinamiche non sono quelle del classico laghetto a pagamento, cambiano molti aspetti in primis sicuramente il fatto che siamo di fronte ad una diga, le dimensioni e profondità del lago, ostacoli sommersi, la quiete e la pace del posto, poi a tale ora in questo lago non vengono immesse le trote come succede nei laghetti, qui puoi fare tranquillamente cappotto.

La mia prima trota
Fatta questa premessa inizio con il raccontarvi di questa bellissima giornata come già detto passata in compagnia di due buoni amici Alessandro e Luca, la sveglia suona molto presto e le ore di sonno erano poche ma la passione e la voglia di passare del tempo in mezzo alle montagne che amo tanto e nelle quali ho dei ricordi di famiglia meravigliosi fanno passare tutto. Preparo l'attrezzatura prima dell'arrivo di Alessandro, decido di portare due canne una per minnow e rotanti, e l'altra una canna ultra light da usare con piccole jig head e gommine. Verso le cinque di mattina dopo aver fatto una buona colazione e aver preso anche Luca arriviamo a Isola Santa le prime sensazioni sono quelle di pace e benessere finalmente stacchi la spina e ti ritrovi dal cemento e l'asfalto urbano in un posto che ti fa rivivere fasti di un tempo dove per vivere non c'era bisogno di tutta la superficialità che abbiamo oggi, le persone che amano la pesca nei torrenti ma anche chi ama tanto la montagna sa di cosa sto parlando.

La prima di Alessandro
Scandiamo nel lago e già alle prime luci dell'alba Luca racconta di essere alle prese con una trota la quale si diverte a stuzzicare il Jubarino ma che al terzo tentativo rimane fregata.
Rimaniamo in zona per un oretta circa convinti che il posto poteva essere buono però oltre a tanti vaironi non si vede nulla così decidiamo di spostarci immediatamente più a monte della diga, una scelta che poi risulterà essere azzeccata.

Proviamo i primi lanci vicino a delle strutture sommerse, in passato erano dei fienili e parti di muri di stalle per il bestiame poi sommersi dall'invaso creato dall'Enel, di solito in questo punto della diga riuscivamo anni addietro a fare qualche bel pesce però questa mattina sembra che non vogliano farsi prendere e nasce sempre di più l'idea di andare a fare un giretto ai funghi.

seconda trota Massimo con Aji Must
Tutto cambia quando riesco con un buon lancio, nelle vicinanze di una grotta, a vedere una piccola trota seguire il Power Shirasu che avevo montato sulla canna da Ultra Light ( quella che di solito uso nel Light rock Fishng in mare ) al primo tentativo segue solo l'esca, al terzo invece dopo aver fermato il recupero ma imprimendo all'esca nella fase di caduta dei ripetuti e frenetici movimenti di punta riesco a vedere l'attacco deciso che mi vale la prima cattura della giornata, come potete vedere nella foto la livrea è spettacolare, colori bellissimi.

Poco dopo riesce anche Alessandro a "scappottare" montava un piccolo rotante e proprio lanciando attaccato al monte opposto a noi che entra poi nel lago dopo aver fatto affondare un pochino il cucchiaino e iniziando un recupero lento, avverte la mangiata e con una ferrata decisa porta a guadino la trota.

Trota di luca con zoner
Questa è una zona buona restiamo qua, se ne esce fuori Alessandro bhe aveva ragione dopo poco riesce a fare un'altro strike questa volta con un ondulante e di nuovo un'altro nel lancio successivo però purtroppo perde il pesce qualche secondo dopo la ferrata, non potevamo certo rimanere a guardare allora ci mettiamo sotto io e Luca, provo a cambiare esca e uso il nuovo Aji Must di Ecogear e i risultati non tardano ad arrivare due catture consecutive, mentre luca mi dice che con lo zoner riesce a prenderne un'altra.

Continuano a susseguirsi diverse catture sempre nella stessa zona, il risultato finale della giornata parla chiaro 6 trote per me 4 per Luca e 3 (ma tante perse) per Alessandro.
Questo lago è bellissimo ma ha un regolamento un pò strano, vige infatti il regolamento no kill e tutte le trote sotto i 25 cm devono essere liberate diversamente da quelle di 25 cm in su che devono essere trattenute per un massimo di 5 capi che poi devono essere segnate nel tesserino segna catture, ma perchè non liberarle tutte e fare una distinzione due tesserini uno C&R e l'altro per il prelievo al solito prezzo magari, la troviamo una regola al quanto bizzarra, un pò di anni fà questa diga era solo C&R, e le cose forse erano migliori.

sabato 2 agosto 2014

Ecogear Power Shirasu un must nel light spinning

Una mormora non propriamente un pesce comune nel LRF
ma il bello è proprio questo le sorprese del light rock fishing
Oggi andiamo a vedere le caratteristiche e le specifiche dell' Ecogear Power Shirasu da 2" piccola esca che imita molto bene un pesciolino oppure se fatta lavorare sul fondo molto lentamente assomiglia a un vermetto.
Il suo utilizzo è fatto per lo più nel LRF ( Light Rock Fishing ) possiamo abbinarlo a testine piombate ( ottime le Ecogear Shirasu Head ) oppure lo possiamo utilizzare in molti altri inneschi come a split shot, drop shot. Parliamo della forma, ha una piccola testina a metà corpo troviamo delle piccolissime lamelline e termina con una codina sottile e con una piccola pallina, è composto da un materiale molto morbido ma allo stesso tempo molto resistente. Le colorazioni sono tantissime, ci sono delle versioni con glitter oltre a versioni luminous color quindi avete tantissima scelta in base alle condizioni meteo e al colore dell'acqua.

Scorfano su Power Shirasu
Esca versatile perchè possiamo utilizzarla in contesti differenti sia dal tipo di pesca che vogliamo fare, ma anche dall'ambiente nel quale ci troviamo infatti è formidabile in SW ma anche in FW ha dato i sui frutti specialmente a trote e cavedani ho avuto delle belle risposte.

Parlavamo di versatilità quindi entriamo nello specifico e andiamo a vedere in quali situazioni montare questa esca.

Pescando in prossimità di fondali rocciosi alla ricerca di scorfani, ghiozzi e bavose si ottengono grandi risultati anche quando entriamo nella stagione fredda ed il pesce è apatico lasciando l'esca sul fondo e facciamo lavorare soltanto dalla corrente che sposterà la codina del Power Shirasu  in modo naturale questo è l'approccio giusto rispetto ad un azione più frenetica la quale conviene sempre farla
Piccola spigola su Power Shiarasu
nelle stagioni in cui il pesce è maggiormente attivo.


Pesca a mezz'acqua possiamo tentare di insidiare i sugarelli magari utilizzando delle colorazioni come bianco, giallo oppure arancio anche se ho notato che le glitterate funzionano molto bene soprattutto negli spot dove sono presenti illuminazioni. In genere il sugarello dalle mie parti inizia a fine inverno, inizio primavera e si possono fare delle belle catture, uno dei pesci più divertenti nello spinning ultra light o  aji game, quando si pesca vicino alle fonti di luce, come detto in precedenza, non si prendono solo sugarelli ma anche le spigole in genere la taglia è piccola quindi se siete sostenitori del C&R nessun problema ma se invece volete trattenere il pescato fatelo nel rispetto delle regole anche se sono sicuro che la stragrande parte di noi che pratichiamo il LRF segue la filosofia del C&R.



Ci siamo soffermati sulla pesca in Saltwater nel prossimo articolo parlerò maggiormente dell'utilizzo del power shirasu in Freshwater.

Massimo Tartaglia
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Sostituzione ancorette nei cucchiaini

Alcuni utenti ci hanno chiesto come si fa a sostituire le ancorette nei cucchiaini che utilizziamo nella pesca a spinning, innanzitutto dobbiamo specificare che ci sono due modi per fare il cambio dell'ancoretta il primo modo è quello di tagliare con delle tronchesine la vecchia ancoretta e di sostituirla con l'utilizzo di uno split ring mettendone una nuova oppure utilizzare un amo singolo che in presenza di spot dove è richiesto l'utilizzo di ami singoli privi di ardiglione ( zone no kill ) risulta essere la scelta migliore, noi consigliamo per la pesca alla trota in torrente l'utilizzo di ami singoli sempre anche se non vi sono regolamenti specifici che vi impongono questa regola perchè farete meno danni al pesce e sarete più rapidi nell'operazione di slamatura e rilascio.

vediamo ora in figura come effettuare questa operazione




Un'altro modo per la sostituzione delle ancorette è questo ed è praticabile solamente su alcuni tipi di rotanti ( Martin ) e quella di sfilare il corpo del cucchiaino e far fuoriuscire parte del filo metallico che costituisce l'anima del rotante stesso e tagliarne un pezzetto in modo da poter sfilare la vecchia ancorina e infilare la nuova però attenzione a non tagliare il filo sbagliato altrimenti potete dire addio al rotante, il filo che non dovrete tagliare rispetto a quello da tagliare è più dritto, il taglio deve essere fatto il più in alto possibile proprio sotto al corpo del cucchiaino che avete precedentemente alzato verso l'alto, in alternativa potete sempre utilizzare il sistema specificato prima se non siete sicuri di quale filo tagliare.

Vediamo anche questa operazione in figura





Spero che questo tutorial per sostituire l'ancoretta vi sia stato utile un saluto a tutti voi e continuate a seguirci anche sulla pagina facebook www.facebook.com/ExtremeSpinning

Massimo Tartaglia
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venerdì 1 agosto 2014

Video: Street Fishing

Street Fishing

In questo video i ragazzi sono impegnati in una sessione a Street Fishing, in un canale che passa proprio nel mezzo di un centro abitato, con attrezzatura da spinning leggero piccoli minnow e gommine montate su testine piombate ( Jig Head ) sono riusciti a fare diversi strike, cavedani di dimensioni medio piccole ma questo non significa che il divertimento sia venuto meno. 
Buona Visione


martedì 29 luglio 2014

Spinning in lago alle trote

In questo video Massimo è impegnato in laghetto e ci mostra diverse catture con l'utilizzo di grub montati su testine piombate ( Jig head ), in estate sono pochi i laghi a pagamento dove è possibile effettuare la pesca alla trota ma a Montramito in prov di Lucca è possibile praticare lo spinning grazie ad una buona ossigenazione del lago e ad una bassa temperatura dell'acqua dovuta al fatto che all'interno del lago stesso si immettono due piccoli torrenti e mantengono le condizioni ideali per pescare le trote tutto l'anno. Spero che il video alle trote sia di vostro gradimento.
Buona Visione


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domenica 1 giugno 2014

Evento Cogitech: Il report e la pescata

Il grande giorno è finalmente arrivato inizia di buon ora con i preparativi bandiera issata al vento e le prime persone che vengono in negozio tutti i prodotti sono già sistemati con cura sopra il bancone del negozio.

La punta di diamante dell'azienda è li pronto a muoversi nella vaschetta per mostrarsi ai clienti ci sono disponibili due versioni che si distinguono solo per la grandezza taglia M e L le colorazioni del Crab sono tre purple green e brown il granchio a base di aminoacidi e ricco di scent viene mostrato anche in video girato in Australia dal Pro-Staff Liam Fitzpatrick lo potete guardare anche voi a questo link ci mostra come il nuovo Marukyu Crab sia un arma vincente per insidiare gli sparidi, Il forte potere attrattivo non è solamente l'unica dote di questo granchietto la sua mobilità in acqua va oltre l'imitazione di un granchio non smettereste mai di farlo
saltellare di fronte ad una tana di uno scorfano o di qualche ghiozzo.

Il Crab non è stata l'unica novità della mattinata infatti per quanto riguarda Ecogear sono stati mostrati al pubblico la nuova selezione di esche della linea Aji Shokunin gli Aji Must da 2" il corpo di questa gommina piccole lamelline e la codina si assottiglia con delle micro palline e va a chiudersi sempre con queste piccole lamelle che smuovono molta acqua richiamando l'attenzione del predatore un'esca che da ottimi risultati sia per quanto riguarda la classica pesca del sugarello ma anche impiegata alla ricerca degli pesci di fondo ha dato i suoi frutti, un'esca fatta apposta per le nuove testine Ecogear Chon head per un innesco innovativo e una massima azione dell'esca infatti queste testine permettono l'innesco della parte della testa e lasciano tutto il corpo dell'esca mobile in acqua e dandole un movimento sinuoso in grado di attirare fortemente i pesci.

Abbiamo notato molto interesse per la manifestazione odierna con grande partecipazione del pubblico al servizio delle persone c'erano grandi esperti come Giorgio Bacherini, Andrea e Stefano Querio i quali hanno fatto vedere il funzionamento delle esche e illustrato le novità, Un ringraziamento va soprattutto al negozio Tognini caccia e pesca nelle persone di Franco e Daniele, per il gruppo Extreme Spinning hanno partecipato tutti i ragazzi molto attivamente parlando del nostro gruppo ai presenti invitandoli a passare una giornata a pescare con noi.



lunedì 26 maggio 2014

Lago del sole spinning ai black bass e persici sole

Siamo tornati in questo splendido lago ospiti di Lorenzo e Silvio insieme a noi oggi c'è anche un grandissimo pescatore e amico Federico Nardi.

Il lago del sole è situato a Massa si possono trovare molte specie di pesci tra le quali carpe, amur, persici sole, black bass, carassi è possibile praticare molte tecniche di pesca le più gettonate sono il carpfishing, la pesca con la bolognese e lo spinning.


Matteo si dedica alla pesca light e subito inizia a fare diversi persici sole anche di buona taglia, i colori di questo pesce sono di una rarità e bellezza uniche.

Si continua a girare il lago quando ad un certo punto Matteo e Federico vedono un bass allora con tutta furbizia si avvicinano lentamente e fanno a gara a chi riesce a prenderlo per primo, lanciano insieme ma nel mentre arriva il grande lorenzo e li frega entrambi lanciando l'esca per terzo ma portando a riva lui il pesce ( non prendetevela a male l'importante è partecipare :p )


Io e Silvio non restiamo a guardare qualche pesce si fa anche noi, pochi ma belli! :) 


  

La giornata volge al termine con una buona birra artigianale prodotta da Silvio e per noi comuni astemi un buon bicchiere di menta fredda!
Come l'ultima volta (video) il divertimento non è mancato speriamo di tornare presto a bucare qualche pesce e  passare una nuova avventura in compagnia di un gruppo di amici fantastico.

martedì 18 febbraio 2014

Report di Michele Moschetti un'uscita a LRF

È iniziato tutto da una telefonata al caro amico di una vita Simone " stasera vado con dei ragazzi a rock fishing" e lui " bravo vai impara che poi mi insegni". E così è iniziato tutto.  Ieri sera si organizza per la prima lezione agonistica di pesca, già l' agonismo ci vuole sempre per rendere più interessante ogni pescata.  Così decidiamo di andare al molo per iniziare le " ostilità".




Giunti sul posto iniziamo a sondare il sottoriva e dopo poco strike e il primo ghiozzo esce fuori, , piccolo ma pur sempre uno a zero per me! Il tempo passa e i pesci sembrano essersi dileguati così cambiamo spot. 





Una zona con presenza di scogli. Al primo lancio Simone strike uno scorfano e giù di sfotto! "L alievo supera il maestro! " ma per mia fortuna quell ambiente mi ha ricordato di quando da bambino andavo tra gli scogli armato di filaccione a pescare ghiozzi e bavose e così ho fatto ho iniziato a sondare tutti gli anftratti con il mio Ecogear Shirasu rosa e... strike un bellissimo scorfano che mette a dura prova la mia attrezzatura. Allora la tecnica è giusta così insisto e altri 2 scorfanelli escono. E si torna 4 a 1!! 






Tornando alla macchina notiamo del movimento in superficie diversi muggini che saltavano e qualche cacciata di spigole. Che facciamo? Qualche lancio e da subito iniziamo a slamare pesci quasi ad ogni lancio evidentemente non erano di taglia. 




Quando ormai ritenevamo chiuse le austerità ecco abboccare una discreta spigola seguita da un bel muggine che prima di uscire dall acqua mi fa "godere" a pieno la mia attrezzatura light. Che dire grazie mille a Massimo che mi ha fatto conoscere questa nuova tecnica molto divertente .

lunedì 30 dicembre 2013

Report: Spigole dalla spiaggia

Piove per gran parte della notte penso che ormai potrebbe saltare l'uscita, invio un sms a Matteo chiedendogli se voleva andare non risponde al messaggio ed erano già le 6:10 molto probabilmente è rimasto a dormire dopo poco invece squilla il telefono ed io veloce come un bradipo vado a rispondere, " sto partendo " finisco di preparare l'attrezzatura e si parte, un'altra gara ci attende, si perchè quando io e Matteo si va a pescare del sano agonismo non può mancare, poi chi vince paga la colazione di solito tiro a perdere :)

Il Grande Mago porta la NRX sw 843 con uno shimano (ovviamente) Twin power 4000 io invece porto una SJR 844 IMX e uno shimano rarenium ci4 4000 montati entrambi con power pro super 8 del 0.15.
Iniziamo a sondare un pò di spiaggia con i countdown, il mare era in fase di risalita dopo un piccolo accenno di scaduta del giorno precedente acqua torbida ma con poco sporco solamente vicino la foce di un fiume c'era delle foglie e alghe però tutto sommato si poteva pescare tranquillamente.

Matteo dopo qualche lancio nei lati di una secca sente la prima partenza, sul  Rapala Xrap SW è caduta la
prima spigola combattiva come non mai infatti ci sembrava molto più grande da come ha messo alla prova l' NRX tutto facile per il Grande Mago portarsi in vantaggio 1-0 ero già in completa disperazione, anche oggi vincerà facile magari con un'altro pesce a favore, MAI ARRENDERSI! continuo fra jerkate e stop and go arriva il PAREGGIO!!!!!!

 finalmente era da un pò di tempo che non riprovavo l'adrenalina che solo la regina ti può dare quella magia che avviene solo quando senti la botta in canna, anche questa come l'altra tirava parecchio 844 piegatissima "ma che hanno mangiato stamani" altro che pane e gazzella, finito il combattimento e la resa del pesce guardo Matteo e gli dico "ora siamo uno a uno ma questa è un pochetto più grande della tua" e me la rido, finisco di ridere e torno pallido in viso solo dopo 2 secondi tempo di lanciare il Max Rap e sbam strike due incredibile!!! non ci posso credere ma allora ti piace pagare la colazione eh? fammela pagare a
me una volta no???

combattimento simile al mio oggi queste spigole ci hanno fatto divertire tantissimo giornate così capitano poche volte siamo stati fortunati a trovare una situazione di tempo e di mare favorevole speriamo che si ripeta in futuro chissà forse già da stasera, intanto ci godiamo questa uscita andata molto bene.
Siamo molto felici di aver condiviso questa nostra bella esperienza con tutti voi e speriamo che siate voi a raccontarci la vostra avventura la prossima volta.

lunedì 16 dicembre 2013

Pesca alla trota in lago: spinning pura passione

Parte dei partecipanti
Stanco, stanco morto, stanchissimo, arrivato dallo Shimano Day di Milano avevo solo voglia di andare a letto e riposare per essere pronto l'indomani per il raduno natalizio di Extreme Spinning, ma non c'è stato verso come al solito mi addormento in tarda notte e alle sei per la prima volta della sua vita mi chiama Alessandro "come mai ti sei svegliato prima di me?" "no niente devo ancora dormire," ah iniziamo bene tra tutti e due, preparati che passo a prenderti, in realtà avevo tutto pronto già dal venerdì.

Arriva puntuale come un orologio svizzero, carico in macchina tre canne: una per la gomma, un'altra per i minnow e l'ultima montata con rotanti.
Ci vediamo con gli altri nel punto stabilito i giorni precedenti, mentre aspettiamo che qualche altro temerario
Emiliano Galeotti
arrivasse parliamo di come avremmo affrontato la sessione, alle 7 partiamo direzione Montramito le macchinate erano così composte: il sottoscritto, Alessandro, Alex ed Emiliano invece nell'altra c'erano: Michael, Dario, e Jonathan.

Finalmente al lago, ed era già aperto sponde completamente piene, mentre passiamo il cancello nella sponda piccola vediamo Guido e Marco di Esca e Pesca Pietrasanta, saluti e due chiacchiere e ci mettiamo lì con loro a pescare. Me la prendo con comodo tanto so per certo che le trote iniziano a predare più tardi, monto una G.Loomis SJR 783 IMX + Rarenium 2500 con uno shad da 3 pollici a Drop Shot e un piombo di 7 grammi, una Shimano  Forcemaster con Stradic ci4 montata con un countdown di Rapala e infine una Aerocast sulla quale monto un aernos 2500 con un Blue Fox, gli altri più o meno hanno tutti lo stesso equipaggiamento, chi gomme, chi rotanti e minnow.

Jonathan Ciregia
Il tempo passa e non si vede nulla ma proprio nu... ops si una cosa si vede il gestore del lago che inizia a prendere le trote e a buttarle "FINALMENTE"!!! partono applausi e c'è chi gli dice: "buttale qua", "buttane tante", "buttane grosse", "buttamele nel retino", iniziamo tutti a lanciare nella zona dove sono state messe le trote, dalla sponda si vedono volare una marea di artificiali non ho mai visto così tanta balsa in aria prima d'ora.
Primo strike Jonathan fa centro con un Xrap Countdown da 5 cm una bella trota molto combattiva che ha esaltato le qualità della Nasci.

Giù il gettone si va in alto e altre catture Emiliano fa strike con la sua G.Loomis Mossy Back e non sarà il primo
Dario Pucciarelli
infatti Emiliano si aggiudicherà il primo posto con 5 trote, nel mentre io mi devo iniziare a preoccupare? In due hanno già fatto una cattura e io sono ancora a zero ma le sirene d'allarme le inizio a sentire quando anche Dario fa strike la Exage si piega di botto "che c'è Dario?" "l'ho presa!" pochi secondi di combattimento e arriva a guadino Nice Fish Bro!

Finiti quei minuti di frenesia dove Emiliano ne riesce a fare altre due, appoggio la canna insieme alle altre e vado a salutare gli amici di Esca e Pesca che nel frattempo si erano spostati a monte del lago con loro anche un'altro ragazzo Marco che purtroppo non avevo riconosciuto, nella pagina facebook dell'evento aveva anche messo che avrebbe partecipato, mea culpa ma ti ringrazio in questo report per la tua presenza, dopo aver chiacchierato decido che è giunta l'ora di scappottare!!!!!!

Ecco la mia foto
Testa bassa e recuperare, no dai non proprio così sennò sembra che lanciamo le esche e le recuperiamo e basta, dietro c'è molto di più anche se siamo in un lago a pago non vuol dire che non ci voglia un minimo di conoscenza non troppa eh giusto qualcosina, tolgo la gopro dalla testa e prendo in mano la aerocast con un rotante montato lancio nulla secondo lancio sbam, trota anche per me :) (questa go pro porta proprio sfiga!!!).

Alex
Durante la mattinata si susseguono altri strike, Alex ne fa qualcuna con imitazioni di camole della trigger x e con dei siliconici, mentre il buon Michael e Alessandro stanno ancora cercando la prima, io mi prendo nuovamente una pausa e mi rilasso un pochino guardando questo bellissimo lago.

In questo lago non ci sono solo le trote e con le gomme e un pò di fortuna si riescono a fare anche gli
storioni o le carpe, oggi siamo riusciti a fare i primi, Alex strike again, recuperando una metal vib, riesce per fortuna ad agganciare uno di questi nella schiena, lungo combattimento finito con la foto di rito e il rilascio del
Jonathan e Marco
pesce, ma non è l'unico anche Guido e Jonathan riescono ad agganciare più di uno storione,  questa volta non è stato per caso, infatti grazie ad una imitazione di verme di sabbia montato su un'amo a split shot e un bel combattimento con la nasci bass di Jonathan, riesce a farsi una fotografia con questo splendido pesce.

La sessione stava per finire, vediamo passare gli altri ragazzi e li salutiamo, per noi è stata una bellissima giornata ricca di emozioni, questa giornata sancisce il primo anno di attività del nostro gruppo, siamo partiti con un idea ora siamo una piccola realtà che ha dimostrato di valere qualcosa in campo agonistico, anche se il nostro obbiettivo non è quello di ottenere risultati nelle gare ma quello di promuovere la tecnica di pesca che ci ha preso il cuore, il contatto con la natura diverso per come si vive rispetto a tutte le altre tecniche, la ricerca dello spot faticando soprattutto quando si parla di luoghi di montagna, il rispetto della natura che ci accompagna sempre in ogni uscita, e poi
Jonathan Michael Guido Massimo
naturalmente c'è la botta di adrenalina che solo il nostro amico pinnuto ti può dare e non importa che sia un tonno, una spigola, un luccio o un cavedano kg sono la natura che ci circonda, la fatica fatta, la consapevolezza di aver dato il giusto movimento all'esca che ci fanno battere forte il cuore ad ogni strike!
Il prossimo appuntamento non sarà di certo per il natale 2014 ma sicuramente ci saranno altre uscite come questa per il momento vi salutiamo e facciamo un AUGURIO DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI VOI.